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mercoledì 16 novembre 2016

Curiosità - Chefchaouen: la città blu

Chefchaouen (in arabo: شفشاون‎, Shafshāwan; in berbero ⵜⵛⴻⴼⵜⵛⴰⵡⴻⵏ, Ashawen), cittadina del Marocco.



venerdì 28 ottobre 2016

Trick or Treat?



In vista della nota festività celtica Halloween vi regalo due simpatiche filastrocche sui colori per ricordare questa antica celebrazione, buon Halloween a tutti! 



Nero, verde, arancione e rosso
Quattro i colori che ad Halloween indosso.
Rosso, arancione, verde e nero
Questi i colori del mistero.

Arancione è la zucca addobbata a festa
Che minacciosa guarda dalla finestra.
Arancione è il dolce della tradizione
Lo divoro tutto in un solo boccone.

Verde è il colore dei mostri cattivi
Si aggirano per strada mischiandosi ai vivi.
Verde il colore del minestrone
Che la strega rimestola nel pentolone.

Nero è il mantello del vampiro
Vi si avvolge tutto quando va in giro.
Neri il gatto, il ragno e il corvo
Che mi osservan insieme con sguardo torvo.

Rosso fuoco è il diavoletto
Corna, coda e ciuffetto
Preferisco andare a letto
Che trovarmi al suo cospetto!

Rosso, arancione, verde e nero
Questi i colori del mistero.
Nero, verde, arancione e rosso
Quattro i colori che ad Halloween indosso.




Rosso il fuoco del lumicino,
bianco il lenzuolo del fantasmino,
verdi gli occhi dello stregatto,
che mi guarda di soppiatto.
Arancioni le zucche ghignanti,
nere le streghe stravaganti,
grigio fumo il ragno sulla tela,
gialla la fiamma della candela.
Questi sono, credi, al fin
i colori di Halloween!

domenica 16 ottobre 2016

Curiosità - La Tagelmust



Tradizionale copricapo delle popolazioni nomadi del Sahara, soprattutto i Tuareg, la Tagelmust è una lunga striscia in cotone tra i 3 e gli 8 metri che portano avvolta sul capo e attorno al viso.



Questa specie di turbante funge da riparo contro i raggi violenti del sole del deserto e le correnti di sabbia trasportante dal vento, ma è anche un importante simbolo di protezione spirituale: i Tuareg credono infatti che la Tagelmust debba coprire la bocca per evitare che gli spiriti maligni che abitano il deserto possano utilizzarla come via d'accesso all'anima umana; per questo motivo anche durante i pasti è proibito scoprire la bocca.

La Tagelmust tradizionale è di color Indaco, e il processo di tintura del cotone avviene ancora manualmente. Data purtroppo la scarsità d'acqua spesso il cotone è tinto con polveri a secco, che nel tempo però perdono aderenza con il tessuto, trasferendosi sulla pelle, motivo per il quale i Tuareg sono conosciuti anche come “gli uomini blu”. 


Sempre a causa della poca quantità d'acqua a disposizione dei popoli nomadi del deserto, spesso il cotone viene lasciato “naturale”, e così si possono avere Tagelmust di vari colori, anche se l'Indaco, ritenuto un colore dalle particolari proprietà virtuose, è il colore utilizzato nelle cerimonie più importanti, soprattutto religiose. 

Particolare interesse è rivolto alle Tagelmust Indaco dal tono più scuro o intenso, poiché denotano le possibilità economiche di chi la indossa.

Questo “indumento” è riservato agli uomini Tuareg adulti, che la possono togliere solo in presenza di familiari molto stretti, mentre le donne possono avere il viso scoperto, invertendo completamente l'ordine religioso del resto delle popolazioni islamiche.
La Tagelmust inoltre, ha moltissimi significati sociali, legati soprattutto al modo di avvolgerla e piegarla sul capo, diversa a seconda del clan, del ruolo che vi si ricopre o addirittura della regione di origine.