Parlando di caratteristica intrinseca "selvaggia" del colore indaco scuro, richiamerei il post trattato in precedenza "Curiosità - La Tagelmust" in cui ho parlato proprio di come questo colore abbia una sfumatura che si può ritenere molto selvaggia sotto questi aspetti: la tagelmust infatti è proprio una specie di turbante utilizzato dalle popolazioni berbere e nomadi del Sahara. Questi popoli utilizzano proprio questo colore anche nei vestiti oltre che nel copricapo, e la colorazione Indaco serve per denotare le possibilità economiche e le diverse gerarchie sociali.
Storia dei colori - Il colore è un potere che influenza direttamente l’anima. (Wassily Kandinsky)
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lunedì 26 dicembre 2016
mercoledì 21 dicembre 2016
Step #19: Anatomia di un colore
Volendo analizzare l'anatomia del colore indaco scuro, occorre sviscerare a fondo le diverse culture: abbiamo già visto come questo colore infatti variando da cultura a cultura e da popolo a popolo nel mondo, assuma un differente significato.
Il significato più importante è certamente attribuito alla sfera spirituale. Nello Step #8 abbiamo già approfondito che questo colore è sempre stato molto legato alla scaramanzia (cristianesimo) o alla spiritualità (buddismo, induismo).
Infatti è collegato al sesto chakra il quale esercita il controllo della coscienza ed è il centro di elaborazione delle percezioni sensoriali. Viene definito Ajna ed è la sede del terzo occhio. Secondo questa cultura il terzo occhio nasce dalla fusione
delle due visioni separate degli occhi fisici e può vedere oltre il velo della
forma e dell'apparenza: permette di “guardare senza guardare”, di allargare i
nostri orizzonti, di sviluppare la concentrazione e l’intuizione, di creare e
proiettare immagini armoniche grazie a una visione armonica interiore.
Anatomicamente parlando, possiamo dire quindi che il significato più profondo e rilevante di questo colore sia proprio la sfera spirituale.
giovedì 27 ottobre 2016
Step #8: L'indaco nella cultura popolare
In questo post mi occuperò dei colori nella saggezza popolare, intesa come insieme di credenze popolari, superstizioni e scaramanzie, e anche proverbi nelle quali il colore abbia avuto un grande e significativo impatto.
Per iniziare, colori e superstizioni sono stati e sono tutt'ora molto legati tra loro. Occupandoci in questo blog del colore Indaco o più precisamente il colore Indaco scuro, si può notare come esso in passato abbia influenzato molto le popolazioni dal punto di vista scaramantico, tanto che già dal medioevo il viola-indaco veniva malvisto da gran parte degli artisti, ma soprattutto dagli
attori teatrali: nei teatri, con il passare dei secoli, è diventato vera e
propria superstizione.
Il motivo di questa avversione risiede nel fatto che questo colore sin dal passato facesse parte dei paramenti liturgici usati in periodo
quaresimale, in quanto colore di richiamo alla penitenza e alla conversione. In questo preciso periodo dell'anno (40 giorni prima di Pasqua),
nel medioevo, venivano vietati tutti i tipi di rappresentazioni teatrali e di
spettacoli pubblici che si tenevano per le vie o le piazze delle città.
Questo comportava per gli attori e per tutti coloro che vivevano di solo
teatro, notevoli disagi economici. Non potendo lavorare infatti, le compagnie
teatrali non avevano guadagni e di conseguenza anche procurarsi il pane
quotidiano era ardua impresa. Col passare dei secoli il colore viola-indaco è passato dunque dall'essere un colore malvisto a diventare una vera e propria superstizione, tanto che a teatro rientra tra alcuni colori cosiddetti "proibiti" da indossare.
Secondo l'antica tradizione vedica invece, in questo colore intenso, catalogato come “freddo”, è presente
insieme al blu scuro un po’ di rosso: riappare perciò la carica istintiva e
vitale. Ma fondamentale è il fatto che, situato nel sesto chakra (tra le
sopracciglia), viene collegato alla facoltà di
perdonare. Il “terzo occhio”, infatti, permette di vedere l’apparente dualità o
molteplicità delle forme e degli esseri come Uno. E da questa esperienza di
conoscenza deriva un’autentica morale, cioè un naturale sentimento di amore verso
ogni creatura. Solo chi ama veramente, sa perdonare, perché ha trasceso l’io: l’indaco è perciò simbolo
dell’amore incondizionato.
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